Non è tutto oro quel che luccica (non solo)
Quando siamo bambini non facciamo caso a chi ci sta intorno; indipendentemente dalla persona che abbiamo vicino il nostro unico interesse è giocare, ridere e scherzare. Ma arriva un momento nella vita di ogni persona in cui non ci va proprio bene qualsiasi persona. Arriva il momento in cui scegliamo chi avere al proprio fianco, che esso sia un gruppo di amici o una ragazza/o, e allo stesso tempo ci assumiamo la responsabilità delle nostre decisioni.
Oggi non racconterò una storia d'amore o un'amicizia infranta, anzi, racconterò di quanto può essere forte il legame che ci unisce e quanto può essere messo alla prova.
29 Giugno 2018
Tutto il gruppo
Pensate mai "Ma perché mi sono comportato così?" o "le cose sarebbero andate diversamente se.."? Che domande, sicuramente si, è nel DNA umano rimpiangere le scelte fatte in passato. Spesso però, quando ci si fa queste domande, o si è sotto la doccia in lacrime o si è nel Cafè di fiducia a ridere con i propri amici. Oggi ridiamo e scherziamo, ma in quel momento di 3 anni fa era tutto, fuorché divertente.
Sei con i tuoi amici e stai organizzando la tua prima vacanza. Tralascerò la spiegazione del perché abbiamo scelto Rimini e tralascerò anche il racconto di tutta la vacanza, che farò bene in un altro post. Concentriamoci sul nostro ultimo giorno; venerdì 29 Giugno 2018.
Per farvela breve, avevamo preso un appartamento (dal 23 al 30 giugno) ed eravamo pronti a conoscere gente, ad andare al mare e in discoteca. Il periodo non ha aiutato molto e infatti sia in centro sia nella parte di spiaggia dov'eravamo noi c'era davvero poca gente. Discorso diverso per le discoteche. Siamo andati 4 sere su 7 e l'ultima sera, il 29 appunto, abbiamo deciso di andare alla Baia Imperiale. Un posto bellissimo e pieno di gente, aveva però un problema: era difficile da raggiungere. Con un po' di fortuna siamo riusciti a prendere la navetta che ci avrebbe portato li, per il ritorno invece dovevamo stare attenti all'orario perché sarebbero partite due navette: una alle 2 e una alle 3. Non c'era nessuna prenotazione, o eri li e partivi o rimanevi li alla Baia. Inutile dire che volevamo prendere quello delle 3 e anche li correndo siamo riusciti a prenderlo. La navetta però scoprimmo che ci avrebbe lasciato a 3 km dalla stazione e la nostra casa dalla stazione ne distava 5. Anche se avremmo dovuto lasciare l'appartamento alle 10:00 ed erano le 4:00 non eravamo preoccupati perché bastava raggiungere la stazione a piedi e da li avremmo preso il pullman che ci avrebbe lasciato esattamente sotto casa.
Ora, vi faccio il riepilogo della situazione; tutto il giorno sotto il sole, festa fino alle 3, corri a destra e sinistra per la navetta, cammini fino alla stazione.. arrivi alla stazione e sali sul pullman. Il pullman faceva due fermate alla stazione, una in un senso, poi faceva la rotonda ed esattamente di fronte alla prima, si rifermava. Saliamo tutti sulla prima.. tutti.. tranne Dowson.
Qualcuno ride, qualcuno spazientito gli dice di salire. Lui non sale, il pullman parte e lui con il sorriso stampato in faccia si dirige verso la fermata di fronte.
Il pullman fa la rotonda, Dowson, ad un passo dal marciapiede, alza la mano.
Cosa c'é dopo la morte? Cosa c'é oltre l'universo? Perché esistiamo? ma soprattutto, perché Dowson ha dovuto fare questa cosa?
Il pullman passa.. e non si ferma.
Comandati unicamente dalla rabbia siamo tutti scesi alla prima fermata disponibile e caso vuole che era davanti ad una chiesa. Pempo, in ginocchio, con le mani sulla ringhiera e la testa dentro, come un prigioniero che vuole liberarsi dalle catene, si libera anche lui di tutta la rabbia che ha in corpo. Ancora oggi ci chiediamo se sia più lungo il Vangelo secondo Giovanni o la bestemmia che ha tirato. Sappiamo solo che ha iniziato col buio e ha finito col sole. Il Capo, chiamato così per l'immensa esperienza nel prendere decisioni e per la sua dote di far andare tutti d'accordo, perde anche lui la calma, sbraitando e urlando per la città ancora dormiente.
Ed è li, in quella camminata, in quei passi pesanti, che ci siamo resi conto di volerci bene davvero, che siamo amici per una ragione, per quanta rabbia possiamo provare arriverà sempre il momento in cui rideremo. Vedendo quel pullman andarsene e pensando al noi come gruppo è proprio lì che ci siamo accorti che non è tutto oro quel che luccica, o almeno, non solo.
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