Le avventure di un fattorino Capitolo 1

"C'è una consegna, ragazzo, muoviti!". E' una frase che un fattorino si sente dire spesso, soprattutto quando si è in ritardo con le consegne. Posi tutto quello che hai in mano, smetti di fare tutto quello che stai facendo, prendi il marsupio con dentro i soldi e vai. La tua macchina, compagna d'avventure, ti sta aspettando nel parcheggio. Non ti giudica per la persona che sei o per il lavoro che fai, se non ti ha giudicato quella volta che sei andato contro un albero, probabilmente non lo farà mai. Quando sei un fattorino stringi un legame d'acciaio con lei, passi più tempo in macchina che fuori. Quando piove ti da un tetto e quando fa caldo cerca di rinfrescarti.. "cerca" perché la macchina ha i suoi anni, ma almeno ci prova.
Un Giovedì, un giorno come un altro, spesso chiamano clienti nelle vicinanze, spesso nemmeno loro. L'unica cosa certa è la chiamata da parte del tuo amico, un po' fuori dal mondo, che prenota 4 pizze rigorosamente per le 19:15. Quando regnava la zona rossa e il lockdown era anche un modo per vedersi; citofonavi, scendeva ci si prendevamo un po' a calci, a volte scherzando prendeva le pizze e se ne andava senza pagare, poi tornava e dava anche la mancia, a volte prendeva la borsa delle pizze e prendeva il mio posto e lo pagavo io.. si insomma due idioti. Finché si ride ragazzi, va bene così. Portare la pizza ad amici e conoscenti fa parte dei lati positivi del fare il fattorino.
C'erano poche consegne quel giorno, 6 o 7 credo. Dalle 21:00 solitamente non chiama più nessuno quindi ci si smette a fare i conti e si pulisce per bene la pizzeria. Erano le 21:30 e in pizzeria la tranquillità era sovrana, si rideva e si scherzava, c'era chi si è fatto fare una pizza e chi era fuori a fumare.

Arriva una chiamata.

Tutti si girano verso il telefono, chi preoccupato per doversi rimettere a lavoro, chi stufo perché aveva appena pulito, chi imprecando. Ricordo che chi stava fumando, un altro fattorino, lanciò la sigaretta per terra dalla rabbia. Insomma quel Locus Amoenus che si era creato era svanito, sostituito da un clima irrequieto e rabbioso. Quanto può essere fastidiosa una chiamata alle 21:30 e quante domande ha fatto nascere. "Ma adesso gli è venuta fame a questo?", "Ma non poteva chiamare prima?" "Capo, la facciamo ancora la consegna a domicilio?" e ancora "Dobbiamo rifare il portafoglio con dentro i soldi?", "Se è una consegna chi deve andare?". La tempesta è durata 10 secondi, il tempo di rispondere.

"Buonasera, mi dica"

Tutti ascoltavano la conversazione, come i credenti ascoltano il Papa. Con la stessa preoccupazione e timore avuti poco prima. Ci sono 3 cose da sapere; se vuole ordinare ora o per il giorno seguente, quante pizze vuole ordinare e soprattutto se vuole la consegna o viene lui/lei.

"gliela facciamo subito"

Okay sappiamo due cose, ovvero che vuole una pizza e che la vuole ADESSO. Il pizzaiolo quanto meno si era rasserenato avendo una sola pizza da fare. Bisognava scoprire solo che pizza fosse, per via degli ingredienti da usare e da tirare fuori, e se fosse in consegna. Mentre il capo parlava a telefono con il cliente, io e il mio collega ci guardammo. Indicandomi mi disse "tocca a te sta volta". Lo sconforto che provai non è descrivibile. Stava peggiorando tutto in un colpo solo, io che mi stavo già sfregando le mani al pensiero di andarmene a casa. Ad un certo punto quella frase.

"Okay l'aspettiamo tra 5 minuti allora"

La pizzeria esplose di gioia, o forse ero solo io. Forse solo io vedevo con occhi diversi quel momento. Il momento più bello di quella serata. 
Uno dei momenti più belli che un fattorino e un lavoratore possa provare; il desiderio di andare a casa ed effettivamente andare a casa. Di solito ci passa di mezzo un mare, a me invece è bastata una frase.

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